Progetto di illuminazione dell’altare monumentale di San Giuseppe

Duomo di Milano, navata laterale settentrionale, settima campata

prof. arch. Gianni Forcolini
arch. Francesca Cremasco

Relazione di progetto

Si è voluto dare risalto a tutto il complesso dell’altare (pala centrale, opere scultoree, apparato architettonico) senza tuttavia ridurre per contrasto, durante il giorno, la luminosità della vetrata sovrastante. Gli illuminamenti variano da circa 20 lx (lux) a un massimo di 75 lx, con una media di circa 45 lx. Si è voluto raccogliere la luce sulle opere e lasciare in penombra lo spazio antistante, nella debole luminosità che caratterizza tutto l’interno del Duomo, in modo da conservare la sua suggestiva atmosfera.

La luce è presente a vari livelli di illuminamento su tutto il fronte del monumento. Si è deciso di dare risalto alla pala centrale con la scena dello Sposalizio di Giuseppe e Maria, e – a livelli inferiori di lux – alle statue e agli ornati architettonici.

Si è ottenuta una buona uniformità degli illuminamenti sulla pala senza riflessioni disturbanti in modo da agevolarne la fruizione visiva. Per le statue, invece, si è lavorato con luce sia concentrata che diffusa per riflessione, con le mezze luci e la luce radente, in modo da restituire, con lo studio congiunto delle luci e delle ombre, la plasticità e le texture delle opere scultoree, nonché il senso di profondità dato dai differenti rilievi rispetto al piano verticale di fondo che presentano i decori e i vari stilemi architettonici.

Per ottenere questi effetti è stata studiata, innanzitutto, una particolare dislocazione delle fonti luminose rispetto al complesso monumentale. Sull’opera convergono i fasci luminosi provenienti sia dal basso che dall’alto, e dai due lati, sinistro e destro. Questo assetto ha permesso di stemperare le ombre proprie e portate, evitando così effetti di eccessiva drammatizzazione che insorgono quando le ombre sono scure o i tagli d’ombra troppo netti. Ma, allo stesso tempo, con questa distribuzione delle fonti luminose, è stato possibile raccogliere una maggiore quantità di luce sulle opere, ossia sulla pala e sulle statue. L’impianto si compone di tre gruppi di apparecchi per un totale di 19 punti luminosi alimentati a bassissima tensione di sicurezza. Il primo gruppo, opportunamente protetto per garantire la massima protezione, è installato sul fronte interno della cancellata, a circa 1.20 metri dalla pavimentazione. È composto da nove apparecchi montati su profili metallici a chiusura stagna in cui sono alloggiati i cavi e gli alimentatori. Un sottogruppo di cinque apparecchi è dislocato nella parte centrale della balaustra (il cancelletto), mentre ai lati sulle parti fisse sono presenti due nella parte a sinistra e una seconda coppia, con caratteristiche identiche, nella parte a destra. Il secondo e il terzo gruppo sono composti ciascuno di cinque apparecchi e sono installati sui due piloni della Cattedrale prospicienti l’altare a circa 5 metri di altezza.

Gli apparecchi (produzione Philips) sono di piccolo formato, con ottiche a riflessione, e sono equipaggiati con sorgenti LED di ultima generazione, ad alta efficienza e lunga durata di vita, con temperatura di colore pari a 3000 K e indice di resa dei colori Ra pari a 95. Come è noto, i vantaggi offerti dai LED di ultima generazione sono molteplici: dimensioni e pesi minimi, quindi ingombri molto ridotti, lunga durata (circa 40 000 ore con decadimento del flusso luminoso del 30%), alta efficienza luminosa (rapporto tra la quantità di luce resa e la potenza elettrica assorbita), buona resa dei colori e totale assenza di radiazioni sia infrarosse che ultraviolette (requisito fondamentale per evitare scolorimenti e danneggiamenti, in particolare sulle opere pittoriche).

Tre apparecchi collocati sul cancelletto (parte centrale della balaustra di fronte e sotto la pala) hanno fasci stretti con apertura di 10° e sono orientati verso la parte alta dell’opera pittorica, i rimanenti sette hanno apertura di 25°, con orientamenti verso le parti basse. I dieci apparecchi collocati sui piloni hanno apertura di 25° e i loro fasci sono diretti verso le statue nelle posizioni mediana e alta.

La potenza assorbita dai tre gruppi di apparecchi, compreso il consumo degli alimentatori, è di circa 156 W, un valore sensibilmente inferiore rispetto alle potenze normalmente assorbite in impianti simili, con sorgenti luminose e ottiche di tipo tradizionale (generalmente non meno di 300 W). Il progetto, dunque, ha voluto conciliare la qualità dell’illuminazione con il contenimento dei consumi energetici e delle spese di ordinaria manutenzione.