Progetto dell’illuminazione esterna della Cattedrale di San Nicola e dell’Epifania San Pietroburgo, 1998

La Cattedrale di San Nicola e dell’Epifania è una tra le più antiche chiese di San Pietroburgo. La sua edificazione a doppia aula su piani sovrapposti, in stile tardo barocco, risale alla metà del Settecento. L’autore del progetto fu I’architetto russo Savva Chevakinsky, un allievo del maestro italiano Rastrelli.

La Cattedrale è ubicata all’interno di un giardino pubblico. L’area verde pedonale che la circonda definisce uno spazio libero che avvolge il monumento nel tipico sistema dei canali presente in tutto il centro storico.

La Cattedrale di San Nicola appartiene alla religione cristiano ortodossa. La sua struttura architettonica ricalca fedelmente lo schema canonico degli edifici di culto dell’ortodossia cristiana: pianta a croce greca con due assi principali di simmetria, tre ingressi, cinque cupole, la centrale impostata su un tamburo a pianta ottagonale è dedicata

al Redentore, le altre ai quattro Evangelisti, un’alta torre campanaria a qualche decina di metri di distanza sull’asse dell’ingresso maggiore. Le cupole, compresa quella a cuspide della torre campanaria, sono interamente rivestite con lamine di oro zecchino. Le pareti e le colonne dell’ordine gigante sono in mattoni, intonacate e tinteggiate nei colori bianco e azzurro, i colori del mare, dell’acqua e del cielo.

Il progetto di illuminazione persegue due ordini di obiettivi, rispettivamente di carattere utilitario ed estetico:

  • l’illuminazione funzionale dell’area verde circostante, delle zone di accesso alla recinzione che circonda il monumento, dei percorsi, degli ingressi della Cattedrale, al fine di garantirne la piena agibilità, la sicurezza della deambulazione, la protezione degli utenti e dei beni annessi;
  • l’illuminazione architetturale del monumento con valenze di scenografia urbana, finalizzata alla messa in rilievo delle caratteristiche materiche, formali, plastiche e volumetriche salienti.

Le facciate della Cattedrale sono caratterizzate formalmente dalla presenza dell’ordine gigante delle colonne accostate alle pareti, raccolte in due gruppi di tre in linea e in altri due gruppi di tre a spigolo, dalle finestrature, dalle balconature, dalla porta di ingresso, dalle lunette superiori con finestrella e simbologia dell’Epifania.

L’illuminazione della parte centrale dei fronti corrispondenti alle testate dei due transetti della planimetria a croce greca e alla testata della navata principale fa risaltare la plasticità delle colonne, in particolare delle sei colonne centrali, le forme e le decorazioni

dei tre balconi con finestre a pavimento al piano primo, l’ingresso principale e i due secondari.

L’illuminazione della parte centrale del fronte corrispondente all’abside della Cattedrale mette in rilievo la plasticità delle colonne con livelli di illuminamento leggermente inferiori rispetto ai livelli dei fronti forniti di ingressi sopra indicati. L’elemento caratterizzante è dato dall’illuminazione interna della finestrella ovale posta al piano primo, sopra il livello dei capitelli, proposta come segnale della presenza, all’interno, dell’altare con il tabernacolo.

Le parti rimanenti dei fronti sono illuminate uniformemente a livelli di illuminamento leggermente inferiori a quelli delle parti centrali, allo scopo di rimarcare l’assetto planimetrico a croce greca della Cattedrale. La ripetizione degli effetti

luminosi su tutte le parti accentuerebbe, viceversa, l’apparente circolarità dell’architettura.

La forma del cerchio è presente solo nella pianta del percorso intorno alla Cattedrale, mentre nel monumento sono ripetuti il quadrato e i suoi derivati geometrici, in particolare l’ottagono nelle piante dei tamburi delle cupole. Considerato che la Cattedrale contiene due aule, di cui la prima al piano terreno dedicata a San Nicola e la seconda al piano primo all’Epifania, è necessario cogliere l’importanza simbolica delle quattro lunette, ognuna contenente la finestrella, la relativa cornice decorata con bassorilievi di angeli,

la raggiera a simbolo della discesa dello Spirito Santo, sullo sfondo della cornice muraria. In esse si esprime il ruolo vivificante e apportatore di verità dello Spirito Santo nella Trinità. Allo scopo di mettere in risalto questa presenza simbolica è stato creato un effetto di luce intensa nella zona retrostante la cornice decorata e la raggiera, in

modo da disegnare le stesse in negativo, con effetto silhouette, per contrasto con il fondo murario. La luce che si sprigiona dal piccolo spazio retrostante mette in risalto la simbologia del Divino che dona la Verità con il rischiaramento, in opposizione

alle tenebre. Il complesso delle cupole dorate è costituito dai tamburi di imposta, dalle cornici, dalle coperture delle cupole, dalle lanterne, dai cupolini, dalle sfere

e dalle croci di coronamento. Componendo la parte alta della Cattedrale il complesso delle cupole richiede i maggiori valori di illuminamento. Tenendo presente che la simbologia religiosa attribuisce alla cupola centrale il ruolo di rappresentare il Redentore e alle laterali quello di rappresentare i quattro Evangelisti, molta luce è statadistribuita sulla cupola centrale con un elevato grado di uniformità, mentre una quantità di luce leggermente inferiore è stata utilizzata per le cupole laterali, prendendo a riferimento le porzioni delle stesse che si affacciano verso la cupola centrale e le porzioni che viceversa fronteggiano I’esterno. L’immagine che risulta da questa scelta progettuale considera la luce come simbolo della potenza divina, potenza che ci concentra sull’elemento architettonico centrale e si riflette irraggiandosi verso gli elementi laterali. La riflessione è in gran parte simulata: ogni cupola infatti è illuminata da apparecchi proiettori. Le cupole degli Evangelisti come satelliti che ricevono il Sapere da Dio e lo divulgano all’umanità sono colpite dalla luce che proviene dalla cupola centrale nelle parti che sono rivolte verso di essa. La differenza degli illuminamenti tra parti che si affacciano verso il centro e parti rivolte verso I’esterno rende la plasticità degli elementi architettonici e allo stesso tempo richiama il principio religioso alla base del rapporto tra l’uomo e la Divinità.